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05 April Francesco Storace: Ministro delle "Pari opportunità"
Certo, tutti sanno che Francesco Storace sino a mercoledì 15 marzo 2006 presidiava il Dicastero della Salute - non quello delle Pari Opportunità - ora assunto ad interim dal premier Belusconi; ma, forse, non tutti sanno che Francesco Storace ha davvero servito il suo ruolo in maniera encomiabile. Si raccontano tante storie, alcune vere altre di fantasie, le storie sono fatti più o meno trascurabili, più o meno condivisibili ma ognuna di esse possiede una qualità fondamentale, le storie sono tali perché raccontabili. Allora, incedendo il passo calzato qualche riga prima occorre dire: Correva l’anno 2005, un ometto, piuttosto simpatico in viso, sguardo affabile da dietro un paio di occhiali da vista, è accerchiato da alcune guardie del corpo; la gente, la folla e poi tra i vocii e gli spintonamenti dei tanti e le curiosità dei molti, un altro uomo, con delle cartelle sottobraccio, rigurgitanti di documenti, quasi fossero baghette della speranza, incalza lo sguardo di quell’ometto lì e quasi il gesto intimo e timido, riuscisse, a sedare l’invadenza della folla raccoglie l’attenzione del suo dirimpettaio. Una storia ha anche un luogo: una sala di Villa Airoldi Palermo; lui era il Ministro alla Sanità, l’altro era, Giovanni Puccio, sostenitore di una causa decennale: la ricerca sul cancro a titolo dell’Associazione Emmanuele per la Ricerca Scientifica, fondata nel 2003. Si riuscì di fretta a consegnare il fascicolo contenente la “Eziopatogenesi del Cancro”, abbozzarne il pretesto, di mio padre ricercatore conosciuto un po’ in tutto il mondo, in lizza agli interessi di consolati stranieri, due interrogazioni parlamentari alle spalle, la sua ricerca, il protocollo di cura, i casi di guarigione, le appropriazioni indebite delle sue scoperte e tutte le conquiste di un lavoro che ancora sbatteva addosso al muro d’interessi. Ci si lasciò con una promessa e a noi sembrò quella dell’endemico marinaio o forse lupo politico. Passò il solito tempo nei soliti spazi e l’eco del silenzio fece tacciare anche quell’uomo. Intanto, le persone ammalate che chiedevano asilo aumentavano, lo fanno tuttora. Poco tempo, pochi mezzi, troppi ammalati e come agire nell’iter della salute senza diventarne vittima? Dov’è la legge, dov’è lo stato? Poi, nelle bocche del 2006 le porte del ministero, a Roma , si aprirono. La “pari opportunità”, un diritto sovrano - molti penseranno - ma che soltanto in quel giorno dopo quattordici anni di storia e tre ministri – Bindi, Veronesi e Sirchia - mio padre ha conquistato. È facile svoltare a destra o a sinistra, cavalcare l’onda dell’inquisizione e far il tiro al segno sulla reputazione di un uomo, l’esiziale trafugazione di un voto. Chi ha caro il voto ha cara la vita. È allora è doveroso dire grazie in questi momenti, per quello che forse doveva, semplicemente, essere un dovere di tutti i ministri. Quel 25 gennaio del 2006, in una sala del Viale Lungo Tevere Ripa a Roma, dove il Ministero della Salute ha la sua sede, Alessandro Ridolfi, segretario particolare del Ministro Storace, ci salutò, non più con promesse ma con l’impegno di dare voce alla verità e a tutti quei nomi che la Sanità ha infettato, trasformato in matricole da protocollo, con un: “Grazie per quello che ha fatto e per quello che sta facendo”. C’è chi promette e programma le sue opposizioni rispondendo alle speranze con speranze, chi gonfia il petto e dice “Io farò”, ma c’è chi, anche, all’ombra dei tributi agisce. Rossella Puccio |
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